giovedì 24 gennaio 2008
domenica 20 gennaio 2008
Il CAI prepara il Falò



El foegh de Sant'Antoni A Vimudrun

Dùu ne fann pòcch
Trìi fan un foeugherell
quatter un fough bell
Cinq un foeugh de sciòr
ses un foeugh de fattòr ...
E a Sant'Antoni in quell de Vimudrun
de legna ne fann su un muntun ...
ne fann una grand catasta ...
e cunt el foeugh che divampa sòra questa
ne vegn foeura una grand fèsta.
Angelo
sabato 12 gennaio 2008
Magico tramonto sul naviglio
michele
martedì 8 gennaio 2008
Nella neve ... a Chiareggio

Meta privilegiata il Rifugio Porro, attraverso percorsi diversi.

C'è stata anche una lezione sull'uso dell'ARVA, uno strumento che permette l'individuazione di coloro che vengono travolti dalle valanghe.

Giorni bellissimi, grazie ad Antonio, che ha organizzato tutto.
Rita
Io invece mi soffermerei volentieri sulla cucina della "Tana del grillo", degna veramente di attenzione.
Innanzi tutto ricorderei che ad ogni pasto ci sono stati serviti tris di primi e di secondi. Dunque abbiamo potuto gustare una quantità incredibile di piatti. Ne cito solo alcuni per dare un’idea della varietà.
Uno chef di prim’ordine ha spaziato dai classici pizzoccheri (davvero ottimi) ai tortelli al cioccolato con ripieno di selvaggina (voto 10), a cannelloni ripieni di pasticcio di lepre con besciamella al mirtillo (voto 9), ai ravioli con ripieno di capriolo (voto 10), alle tagliatelle con sugo di cervo (voto 10). Per non parlare dei secondi! Bistecche e tagliata di cervo, costolette di agnello, brasati e, da non dimenticare, il patè di lepre.
Cibo abbondante e servizio inappuntabile! Dieta dimenticata!
Da ripetere.
Patrizia
domenica 2 dicembre 2007
Il Coro GERBERTO a Vimodrone

E' stata una serata coinvolgente, emozionante, di quelle che non si dimenticano e il pubblico ha dimostrato con lunghi applausi il piacere dell'ascolto.
lunedì 19 novembre 2007
Nel Parco del Mont Avic - 24 giugno 2007
Il Parco è stato istituito nel 1989 per proteggere un ambiente molto suggestivo, caratterizzato da laghi, ambienti umidi come torbiere e stagni, una ricca vegetazione, tra cui i rari pini uncinati, tanti animali e quelle particolari pietre verdi, gli ofioliti, che si trovano disseminati tra le rocce, anche sui sentieri.
Da lassù si può vedere un panorama mozzafiato sulle più belle cime della Valle d’Aosta. Io ci sono già stata tanti anni fa, purtroppo in una giornata di nuvole basse che impedivano la vista delle montagne circostanti. Spero che oggi vada meglio, ma il meteo prevede una giornata nuvolosa.

Dopo un’oretta, usciti dal bosco, raggiungiamo il lago Muffé, a m. 2080, in cui si specchiano le pietraie delle montagne circostanti; il sentiero, prima asciutto e sassoso, adesso attraversa zone umide e fangose e anche i prati che lo circondano sono pieni di fiori, tra cui molte genziane e viole di un blu intenso e dalle grosse dimensioni; anche i semprevivi sono fioriti.La salita riprende ripida e il sentiero si inerpica tra le rocce fino ad arrivare al Col du Lac Blanc a m. 2309, dove ci fermiamo ad osservare gli ometti di pietre e un paesaggio diverso, quasi lunare, per l’assenza di vegetazione e per la presenza, ahimè, di molte nuvole, che impediscono la vista delle cime circostanti.

Aspettando gli altri al Barbustel mi accorgo che ci sono sei cavalli e scopro che si può arrivare quassù anche cavalcando. Vedo anche un folto gruppo di bambini e ragazzi che fanno parte di un gruppo CAI: allora è ancora possibile portarli in montagna, anche se è un’attività faticosa!
Quando i miei compagni arrivano, mi raccontano che una volta superata l’ultima ripida balza, ci si trova in una bella conca rocciosa in cui è adagiato il più ampio bacino naturale della Valle, il Gran Lac, ai piedi del Mont Glacier. Purtroppo il tempo era brutto, il cielo ricoperto dalle nuvole conferiva un colore grigio anche al lago, faceva freddo e lungo i margini del lago si intravedevano ancora delle lingue di neve. Tutti mi parlano dei polpastrelli delle dita infreddoliti.Rita

