martedì 3 giugno 2008
Week end al Denza ... grazie ad Antonio
mercoledì 14 maggio 2008
Una gita ... non programmata
Il Club Alpino Italiano di Vimodrone è sempre attivo, anche quando non ci sono gite in programma; il vero motivo per frequentare costantemente la sede è che quello è il luogo dove ci si confronta e nascono le idee per organizzare nuove escursioni più o meno impegnative. C’è poi da aggiungere che una serata in sede porta sempre il buon umore necessario per ricaricarsi ed affrontare le giornate in piena efficienza.
E’ così che ci si è organizzati per domenica 11/05/08, quando un gruppetto di undici persone si è avventurato in una splendida escursione in val Vertova. Dovevamo essere in una quindicina, ma
tra defezioni per precaria condizione fisica o per poca fede (paura pioggia), il gruppo ... si è ristretto.
oppure diventare una escursione, mai pericolosa, ma impegnativa dal punto di vista tempo e di conseguenza allenamento, in quanto passando dal bivacco Testa si può raggiungere la cima del monte Alben dopo c.ca 4 ore di cammino.Noi domenica siamo partiti senza una meta precisa, abbiamo risalito, con il sole che ci scaldava, la valle, percorrendo il
sentiero più bello ed affascinante, ricco di cascatelle, cascate e pozze d’acqua stupende (siamo stati fortunati in quanto, avendo piovuto parecchio di notte, il torrente era molto ricco d’acqua), finchè la pioggia ci ha suggerito, per motivi di sicurezza, di rientrare: infatti il sentiero già umido e scivoloso per se stesso, visto che attraversa una gola, è diventato ancor più scivoloso per la pioggia. Così non siamo arrivati alle sorgenti del torrente ed ai pratoni soprastanti, ma abbiamo potuto comunque ammirare la parte più spettacolare della gola.
I partecipanti sono stati molto contenti ed hanno tutti espresso il desiderio di ritornare per completare la visita di questa stupenda valle; lo faremo a breve, ovviamente con una decisione ... improvvisa, quindi ... vieni in sede.Per chi non ha partecipato sarà un’occasione da non perdere (questo lo dico per chi non ha avuto fiducia nelle mie previsioni: quando dico che non piove, non piove ………….. poco).
Ciao a tutti.
Piè
martedì 15 aprile 2008
Resoconto e impressioni della gita al RIFUGIO ROSALBA
Solo una parte dei partecipanti alla gita in Val Gargassa si sono presentati per la più impegnativa gita al RIFUGIO ROSALBA, ai quali, si sono aggiunti i noti professionisti Michele, Antonio e Ismaele.
Raggiungiamo di buon mattino Piani Resinelli e sul piazzale, dove parcheggiamo, effettuiamo i primi preparativi con una abbondante colazione nel bar prospiciente.
Incominciamo la gita con alcuni sbandamenti del “Presidente” per l’individuazione dell’inizio del sentiero.
Il problema viene risolto grazie all’intervento di una persona del luogo.
Il bel tempo della mattinata ci permette di effettuare la salita con la possibilità di godere splendide vedute del lago sottostante e delle cime innevate che ci attorniano.
In circa due ore e mezzo tutti i partecipanti raggiungono il RIFUGIO ROSALBA,
meno UNA, della quale diremo più avanti.
Qui si decide di fare un PIT-STOP di circa due ore per il rifornimento.
Finite le operazioni di riassetto dello stomaco si decide per il rientro.
Precisiamo che l’inizio della discesa come da tradizione viene accompagnata da canti propiziatori, tipo “Il merlo ha perso il becco”, ecc..
Purtroppo incominciamo la discesa con una fitta nebbia la quale ostacola il lavoro dei nostri fotocineoperatori Pietro e Fiorenzo.
Raggiunto il parcheggio viene svelato il mistero della mancanza di una partecipante.
La Rita è rimasta ospite da amici nella loro casa, ai Piani Resinelli.
Conoscendo le abitudini dei camminatori del CAI di Vimodrone, da saggia donna di cultura e con la benevolenza e l’ospitalità dei suoi amici, ha organizzato una abbondante merenda a base di torte e Prosecco per concludere “in gloria” la giornata.
P.S. Per la prossima gita ci auguriamo che Rita sia ospitata ancora da altri amici.
Angelo
lunedì 31 marzo 2008
Nel parco del Beigua in Liguria
Rita
sabato 16 febbraio 2008
Una serata sul Denali Peak
24 ore di cammino filate per partire dal campo 4, arrivare al 5, dove riposare un'oretta, per poi riprendere il cammino in piena notte, raggiungere la cima e ridiscendere al campo 4: non immaginavo che il corpo di un uomo potesse affrontare una cosa simile; e invece ce l'hanno fatta in tre.
Mi sono sempre chiesta perchè uno decida di affrontare un'impresa di questo genere. Ieri sera ho incominciato a darmi qualche risposta, quando ho sentito Roberto, dalla cima del Denali, senza fiato, stravolto dalla stanchezza dal freddo e dal vento, parlare della grande soddisfazione per esserci riuscito e del meraviglioso paesaggio che aveva intorno.
Credo di aver capito che il motore di tutto questo sia la sfida con se stessi e con i limiti che la natura ci impone, una sfida affrontata con grande determinazione e con una preparazione fisica durata anni.
E' stato un piacere incontrare Roberto.
Rita
http://www.caivimodrone.it/
giovedì 24 gennaio 2008
domenica 20 gennaio 2008
Il CAI prepara il Falò



El foegh de Sant'Antoni A Vimudrun

Dùu ne fann pòcch
Trìi fan un foeugherell
quatter un fough bell
Cinq un foeugh de sciòr
ses un foeugh de fattòr ...
E a Sant'Antoni in quell de Vimudrun
de legna ne fann su un muntun ...
ne fann una grand catasta ...
e cunt el foeugh che divampa sòra questa
ne vegn foeura una grand fèsta.
Angelo
sabato 12 gennaio 2008
Magico tramonto sul naviglio
michele
martedì 8 gennaio 2008
Nella neve ... a Chiareggio

Meta privilegiata il Rifugio Porro, attraverso percorsi diversi.

C'è stata anche una lezione sull'uso dell'ARVA, uno strumento che permette l'individuazione di coloro che vengono travolti dalle valanghe.

Giorni bellissimi, grazie ad Antonio, che ha organizzato tutto.
Rita
Io invece mi soffermerei volentieri sulla cucina della "Tana del grillo", degna veramente di attenzione.
Innanzi tutto ricorderei che ad ogni pasto ci sono stati serviti tris di primi e di secondi. Dunque abbiamo potuto gustare una quantità incredibile di piatti. Ne cito solo alcuni per dare un’idea della varietà.
Uno chef di prim’ordine ha spaziato dai classici pizzoccheri (davvero ottimi) ai tortelli al cioccolato con ripieno di selvaggina (voto 10), a cannelloni ripieni di pasticcio di lepre con besciamella al mirtillo (voto 9), ai ravioli con ripieno di capriolo (voto 10), alle tagliatelle con sugo di cervo (voto 10). Per non parlare dei secondi! Bistecche e tagliata di cervo, costolette di agnello, brasati e, da non dimenticare, il patè di lepre.
Cibo abbondante e servizio inappuntabile! Dieta dimenticata!
Da ripetere.
Patrizia