martedì 3 giugno 2008

Week end al Denza ... grazie ad Antonio






Un fine settimana in alta quota: il tempo favorevole, la neve abbondante, la bella compagnia, una cima impagabile ci hanno permesso di trascorrere due giornate di forti emozioni.

Siamo partiti sabato in trenta per raggiungere il Rifugio Denza sotto la Presanella. Eravamo senz'acqua nel rifugio, ma l'acqua del torrente, bella gelata, è servita per lavare faccia e denti e preparare la zuppa d'orzo per la sera.

Domenica alle 5.00 sette temerari, Antonio, Irene, Maurizio, Luca, Marco piccolo, Marco grande e Cesare sono partiti alla conquista della cima della Presanella, 3558 mt. di altezza. I primi cinque sono arrivati in vetta, seppur in tempi diversi.

Gli altri della compagnia, partiti più tardi, hanno comunque raggiunto il pianoro ai piedi del ghiacciaio, gustando il piacere della risalita in un ambiente completamente bianco, sotto un sole caldissimo, osservando chi saliva in cordata sulla ripidissima parete nord e ascoltando le loro urla di entusiasmo durante la discesa con gli sci.

Qualcuno è rimasto a passeggiare intorno al rifugio, godendosi l'incontro con una marmotta, il rumore del torrente che scendeva dal ghiacciaio e, più lieve, quello del ruscello che finiva nel laghetto ghiacciato.

Ha organizzato tutto Antonio che ci ha dato la possibilità di trascorrere due giorni splendidi e per noi ... eccezionali.

Grazie, Antonio. E adesso, cosa ci proponi? Maurizio aspira al Cervino...
Rita, Susy e Maurizio
Le bellissime foto sono di Pietro.

mercoledì 14 maggio 2008

Una gita ... non programmata

Il Club Alpino Italiano di Vimodrone è sempre attivo, anche quando non ci sono gite in programma; il vero motivo per frequentare costantemente la sede è che quello è il luogo dove ci si confronta e nascono le idee per organizzare nuove escursioni più o meno impegnative. C’è poi da aggiungere che una serata in sede porta sempre il buon umore necessario per ricaricarsi ed affrontare le giornate in piena efficienza.
E’ così che ci si è organizzati per domenica 11/05/08, quando un gruppetto di undici persone si è avventurato in una splendida escursione in val Vertova. Dovevamo essere in una quindicina, ma tra defezioni per precaria condizione fisica o per poca fede (paura pioggia), il gruppo ... si è ristretto.
La val Vertova si trova all’inizio della valle Seriana a c.ca un'ora di macchina da Vimodrone e offre una escursione bellissima che si presta a diversa soluzioni. Può essere una tranquilla escursione su di un sentiero abbordabile da tutti, praticamente una larga mulattiera, oppure diventare una escursione, mai pericolosa, ma impegnativa dal punto di vista tempo e di conseguenza allenamento, in quanto passando dal bivacco Testa si può raggiungere la cima del monte Alben dopo c.ca 4 ore di cammino.
Noi domenica siamo partiti senza una meta precisa, abbiamo risalito, con il sole che ci scaldava, la valle, percorrendo il sentiero più bello ed affascinante, ricco di cascatelle, cascate e pozze d’acqua stupende (siamo stati fortunati in quanto, avendo piovuto parecchio di notte, il torrente era molto ricco d’acqua), finchè la pioggia ci ha suggerito, per motivi di sicurezza, di rientrare: infatti il sentiero già umido e scivoloso per se stesso, visto che attraversa una gola, è diventato ancor più scivoloso per la pioggia. Così non siamo arrivati alle sorgenti del torrente ed ai pratoni soprastanti, ma abbiamo potuto comunque ammirare la parte più spettacolare della gola.
I partecipanti sono stati molto contenti ed hanno tutti espresso il desiderio di ritornare per completare la visita di questa stupenda valle; lo faremo a breve, ovviamente con una decisione ... improvvisa, quindi ... vieni in sede.
Per chi non ha partecipato sarà un’occasione da non perdere (questo lo dico per chi non ha avuto fiducia nelle mie previsioni: quando dico che non piove, non piove ………….. poco).
Vi aspetto tutti in sede: iscritti, simpatizzanti, curiosi, interessati, ecc….
Ciao a tutti.
Piè






martedì 15 aprile 2008

Resoconto e impressioni della gita al RIFUGIO ROSALBA


Solo una parte dei partecipanti alla gita in Val Gargassa si sono presentati per la più impegnativa gita al RIFUGIO ROSALBA, ai quali, si sono aggiunti i noti professionisti Michele, Antonio e Ismaele.
Raggiungiamo di buon mattino Piani Resinelli e sul piazzale, dove parcheggiamo, effettuiamo i primi preparativi con una abbondante colazione nel bar prospiciente.
Incominciamo la gita con alcuni sbandamenti del “Presidente” per l’individuazione dell’inizio del sentiero.
Il problema viene risolto grazie all’intervento di una persona del luogo.
Il bel tempo della mattinata ci permette di effettuare la salita con la possibilità di godere splendide vedute del lago sottostante e delle cime innevate che ci attorniano.
In circa due ore e mezzo tutti i partecipanti raggiungono il RIFUGIO ROSALBA,
meno UNA, della quale diremo più avanti.
Qui si decide di fare un PIT-STOP di circa due ore per il rifornimento.
Finite le operazioni di riassetto dello stomaco si decide per il rientro.
Precisiamo che l’inizio della discesa come da tradizione viene accompagnata da canti propiziatori, tipo “Il merlo ha perso il becco”, ecc..
Purtroppo incominciamo la discesa con una fitta nebbia la quale ostacola il lavoro dei nostri fotocineoperatori Pietro e Fiorenzo.
Raggiunto il parcheggio viene svelato il mistero della mancanza di una partecipante.
La Rita è rimasta ospite da amici nella loro casa, ai Piani Resinelli.
Conoscendo le abitudini dei camminatori del CAI di Vimodrone, da saggia donna di cultura e con la benevolenza e l’ospitalità dei suoi amici, ha organizzato una abbondante merenda a base di torte e Prosecco per concludere “in gloria” la giornata.
P.S. Per la prossima gita ci auguriamo che Rita sia ospitata ancora da altri amici.
Angelo

lunedì 31 marzo 2008

Nel parco del Beigua in Liguria

In 50 ieri abbiamo percorso il sentiero che si snoda lungo la valle scavata dalla Gargassa nel parco del Beigua, in Liguria, in una valle geologicamente molto speciale, attraversando canyon e rocce sedimentarie, guadando il rio, tra i ciottoli ofiolitici, che sott’acqua danno all'acqua un colore verde intenso.




Siamo arrivati fino alle Case Vereira, un villaggio sorto intorno ad una vetreria ormai in completo abbandono. Abbiamo proseguito fino a raggiungere la sorgente sulfurea, dove in tanti abbiamo assaggiato quell'acqua dal sapore poco gradevole, ma dalla sicura efficacia curativa (non sappiamo di che tipo, ma questo è secondario).














Abbiamo mangiato al sole, finché qualcuno non ha pensato di mettersi a cantare ... e il sole è stato coperto da qualche nuvola ;-)))
Poi abbiamo ripreso il sentiero che sale e allora il panorama è diventato fantastico in un luogo davvero selvaggio, a tratti quasi "lunare".



Una bella escursione!

Grazie a Romeo, Aldo e Angelo, che avevano già perlustrato il percorso e ci hanno guidato senza esitazioni.
Adesso sarebbe bello imparare qualcosa di più sulle rocce insolite, inaspettate che abbiamo incontrato in questa escursione.
Rita

sabato 16 febbraio 2008

Una serata sul Denali Peak

Ieri sera insieme con Roberto Tremolada siamo saliti sulla cima più alta del continente nord americano, il McKinley, ed è stato proprio emozionante seguire lui e i suoi compagni dall'arrivo in aereo sul ghiacciaio fino alla vetta, passando da un campo base all'altro.
24 ore di cammino filate per partire dal campo 4, arrivare al 5, dove riposare un'oretta, per poi riprendere il cammino in piena notte, raggiungere la cima e ridiscendere al campo 4: non immaginavo che il corpo di un uomo potesse affrontare una cosa simile; e invece ce l'hanno fatta in tre.
Mi sono sempre chiesta perchè uno decida di affrontare un'impresa di questo genere. Ieri sera ho incominciato a darmi qualche risposta, quando ho sentito Roberto, dalla cima del Denali, senza fiato, stravolto dalla stanchezza dal freddo e dal vento, parlare della grande soddisfazione per esserci riuscito e del meraviglioso paesaggio che aveva intorno.
Credo di aver capito che il motore di tutto questo sia la sfida con se stessi e con i limiti che la natura ci impone, una sfida affrontata con grande determinazione e con una preparazione fisica durata anni.
E' stato un piacere incontrare Roberto.
Rita

http://www.caivimodrone.it/

domenica 20 gennaio 2008

Il CAI prepara il Falò

Come ogni anno gli uomini del CAI preparano il falò di Sant'Antonio. La giornata di sabato per loro è stata particolarmente faticosa! Sapevano fin dall'inizio che sarebbe stata così, eppure anche quest'anno l'hanno fatto.




Ripercorriamo qualche momento della preparazione della grande catasta di legna.






Questa è la fase più delicata: bisogna innalzare tre pali di 9 metri, già uniti fra loro con un perno alla sommità. La sforzo maggiore per sollevarlo viene eseguito da una Land Rover che tira la fune ancorata alla cima dei pali.






Poi l'impalcatura viene riempita con un lavoro continuo di accatastamento e ... inchiodatura. Quando il falò è pronto, qualcuno si arrampica ancora fino in cima per appendere il grande fantoccio che i bambini dell'Associazione Peter Pan hanno preparato sotto la guida di Maletti.








Alla fine: la foto.



Poi divampa il fuoco.







Rita

El foegh de Sant'Antoni A Vimudrun


Un legn el fa no un fough
Dùu ne fann pòcch
Trìi fan un foeugherell
quatter un fough bell
Cinq un foeugh de sciòr
ses un foeugh de fattòr ...

E a Sant'Antoni in quell de Vimudrun
de legna ne fann su un muntun ...
ne fann una grand catasta ...
e cunt el foeugh che divampa sòra questa
ne vegn foeura una grand fèsta.


Angelo

sabato 12 gennaio 2008

Magico tramonto sul naviglio

Qualcosa di magico, ha catturato lo spirito di coloro che domenica si sono attardati, davanti agli ultimi bagliori di luce, riflessi sulle acque stanche del naviglio, che sia stata forse la solitaria cornamusa che dialogava con le fiamme o forse il piccolo organetto che seminava nell'aria note tanto vicine ma al tempo stesso lontane per emozioni provate, il tutto comunque era avvolto dalla "taranta" che come un velo invisibile avvolgeva il cuore degli ultimi nostalgici, che punti da questo ballo si sono ritrovati intorno al fuoco, senza rendersi conto che stavano per qualche minuto (purtroppo) viaggiando in un tempo troppo presto dimenticato.






michele

martedì 8 gennaio 2008

Nella neve ... a Chiareggio

Eravamo in 25 alla "Tana del grillo" di Chiareggio e ci siamo stati dal 2 al 4 gennaio, avendo deciso di aspettare il nuovo anno nella sede del CAI e di partire per la neve solo dopo qualche giorno.
All'inizio di neve ce n'era poca, ma verso sera ha cominciato a scendere fitta fitta ricoprendo tutto di bianco e così nei giorni successivi, abbiamo potuto camminare nella neve, alcuni con le ciaspole, altri senza.



Meta privilegiata il Rifugio Porro, attraverso percorsi diversi.




C'è stata anche una lezione sull'uso dell'ARVA, uno strumento che permette l'individuazione di coloro che vengono travolti dalle valanghe.



Giorni bellissimi, grazie ad Antonio, che ha organizzato tutto.


Rita


Io invece mi soffermerei volentieri sulla cucina della "Tana del grillo", degna veramente di attenzione.
Innanzi tutto ricorderei che ad ogni pasto ci sono stati serviti tris di primi e di secondi. Dunque abbiamo potuto gustare una quantità incredibile di piatti. Ne cito solo alcuni per dare un’idea della varietà.
Uno chef di prim’ordine ha spaziato dai classici pizzoccheri (davvero ottimi) ai tortelli al cioccolato con ripieno di selvaggina (voto 10), a cannelloni ripieni di pasticcio di lepre con besciamella al mirtillo (voto 9), ai ravioli con ripieno di capriolo (voto 10), alle tagliatelle con sugo di cervo (voto 10). Per non parlare dei secondi! Bistecche e tagliata di cervo, costolette di agnello, brasati e, da non dimenticare, il patè di lepre.
Cibo abbondante e servizio inappuntabile! Dieta dimenticata!
Da ripetere.
Patrizia